Codice di Prevenzione Incendi: le 10 Strategie Antincendio!

Ing. Alessandro Temperini

Mercoledì, 04 Novembre 2015
Scritto da  Ing. Alessandro Temperini
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Tempo di lettura stimato: 8 minuti

Ai fini di una corretta progettazione antincendio, secondo il nuovo Codice di Prevenzione Incendi e non, dopo aver determinato i profili di rischio antincendio occorre attribuire dei livelli di prestazione per ogni Strategia Antincendio che si intende adottare. 

Nella specifica Sezione S del codice stesso vengono elencate le 10 strategie ammesse

  • S.1 Reazione al fuoco
  • S.2 Resistenza al fuoco
  • S.3 Compartimentazione
  • S.4 Esodo
  • S.5 Gestione della sicurezza antincendio
  • S.6 Controllo dell'incendio
  • S.7 Rivelazione ed allarme
  • S.8 Controllo di fumi e calore
  • S.9 Operatività Antincendio
  • S.10 Sicurezza impianti tecnologici di servizio

Per ogni specifica strategia per il controllo del fumo e del calore vengono definiti i relativi livelli di prestazione e dei criteri di attribuizione degli stessi, inoltre, vengono definite delle soluzioni progettuali conformi ed alternative.

Leggi qui i nostri approfondimenti suiprofili di rischio antincendio e sui livelli di prestazione.

1. Reazione al fuoco

Per ciò che concerne la Reazione al fuoco, essa è intesa come misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase di prima propagazione dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione stessa dell'incendio.

Essa si riferisce al comportamento al fuoco dei materiali nelle effettive condizioni finali di applicazione, con particolare riguardo al grado di partecipazione all'incendio che essi manifestano (leggi anche Certificazione di Reazione al fuoco delle Condotte Aerauliche).

Per suddetta strategia vengono identificati 4 livelli di prestazione espressi in termini qualitativi per mezzo di specifiche norme di classificazione (Es: UNI EN 13501-1).

2. Resistenza al fuoco

La Resistenza al fuoco ha la finalità di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonchè la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi.

Sostanzialmente è riferita all'organizzazione degli ambienti per limitare la propagazione dell'incendio all'interno degli ambienti stessi e/o verso altri ambienti.

Per questa strategia sono identificati 5 livelli di prestazione, dal I in cui viene richiesto solo di evitare conseguenze esterne per il collasso strutturale sino alla V in cui viene richiesta la funzionalità della costruzione anche dopo la fine dell'incendio.

In questa sezione vengono date prescrizioni in merito ai componenti da utilizzare, anche nei sistemi di controllo del fumo e del calore recependo normative di prodotto e di certificazione.

3. Compartimentazione

La Compartimentazione è necessaria per limitare la propagazione dell'incendio ed i suoi effetti verso altre attività o l'attività stessa; essa riguarda l'organizzazione interna dell'opera da costruzione finalizzata alla limitazione della progressione dell'incendio.

Risulta evidente che tale strategia è complementare alla resistenza al fuoco.

In questa sezione viene recepito come criterio di compartimentazione il filtro a prova di fumo, di tipo naturale o di tipo meccanico, in cui è necessario garantire 30 Pa di sovrappresione in condizioni di emergenza.

Vedi qui il nostro approfondimento sul sistema di controllo per differenza di pressione.

4. Esodo

L'Esodo è definito come l'insieme delle misure antincendio di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro in caso d'incendio.

Ciò deve essere fatto a prescindere dall'intervento delle squadre di soccorso, quindi come proprietà intrinseca del sistema di esodo.

Possono essere ammesse diverse procedure tra cui: 

  • esodo simultaneo, cioè lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino ad un luogo sicuro;
  • esodo per fasi, in cui lo spostamento fino ad un luogo sicuro avviene in successione tra vari compartimenti;
  • esodo orizzontale progressivo, ossia l'esodo prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento in cui ha avuto origine l'incendio fino ad uno adiacente capace di proteggerli fino all'estinzione dell'incendio; 
  • protezione sul posto, cioè proteggiere gli occupanti all'interno del compartimento in cui si trovano.

Per l'esodo vengono imposti solo due livelli di prestazione, il primo per gli occupanti verso un luogo sicuro ed il secondo per la protezione degli occupanti sul posto.

5. Gestione della Sicurezza antincendio

La Gestione della Sicurezza antincendio (o GSA) rappresenta la misura antincendio organizzativa e gestionale atta a garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza dell'attività in caso di incendio.

Il concetto alla base è che tutte le misure previste nel progetto antincendio richiedono una corretta gestione. I sistemi devono dunque avere anche una corretta manutenzione oltre che progettazione (leggi l'approfondimento sulla manutenzione di impianti SEFFC).

La GSA è dunque quella misura antincendio di carattere organizzativo atta a garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza dell'attività.

Essa si attua durante tutto il ciclo di vita dell'attività, dalla sua progettazione fino alla dismissione.

6. Controllo dell'Incendio

Il Controllo dell'Incendio ha lo scopo di individuare presidi antincendio da installare nell'attività per effettuare:

  • protezione di base (estintori);
  • protezione manuale o automatica (finalizzata a controllare o spegnere l'incendio con idranti, sprinkler etc..).

Sono previsti 6 Livelli di prestazione, dal Livello I che non prevede nessun requisito, salendo, sino al Livello V ove è prevista la protezione di base, la protezione manuale e quella automatica estesa a tutta l'attività.

7. Rilevazione ed Allarme

La Rilevazione ed allarme è la misura di protezione attiva realizzata per mezzo di impianti di rilevazione e segnalazione allarme (o IRAI).

Essi nascono con l'obiettivo di rivelare un incendio nel minor tempo possibile e lanciare l'allarme affinchè vengano attivate le misure di protezione ( es: impianti automatici, sistemi SEFFC etc..).

Devono essere progettati, realizzati e mantenuti a regola dell'arte secondo quanto viene prescritto dalle specifiche regolamentazioni.

Vengono stabiliti 4 Livelli di prestazione, dal I in cui la rilevazione viene demandata agli occupanti, sino al più elevato in cui vengono prescritti tutti i sistemi di rilevazione, allarme e attivazioni di tipo automatico a tutta l'attività.

8. Controllo di fumi e calore

Il Controllo di fumi e calore è la misura antincendio che ha come scopo la determinazione di Sistemi da installare per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio.

Viene fatta una specifica distinzione in funzione all'obiettivo da raggiungere in:

  • aperture di smaltimento di fumo e calore di emergenza per allontanare i prodotti della combustione durante le operazioni di estinzione dell'incendio (approfondimento sui Sistemi Naturali);

  • sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) atti a controllare i prodotti della combustione durante tutte le fasi dell'incendio (approfondimento sui Sistemi di tipo Forzato)

Sono determinati 3 Livelli di prestazione. Maggiori approfondimenti in merito alla strategia di Controllo del Fumo e Calore sono dati in altri articoli di questo Blog.

Leggi il nostro articolo di approfondimento Strategia Antincendio: Controllo di Fumo e Calore

9. Operatività Antinendio

L'Operatività antincendio ha lo scopo di agevolare l'effettuazione di interventi delle squadre di soccorso e dei VVF in tutte le attività (vedi qui la Modulistica di Prevenzione Incendi VVF).

Essa risponde ad uno dei requisiti essenziali della Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE (o Regolamento UE n.305/2011). Risulta evidente che contribuisce anche alla salvaguardia delle persone ed alla tutela dei beni; infatti le squadre di soccorso devono essere messe nelle condizioni di operare efficacemente.

I Livelli di prestazione imposti sono 4 ed indicano nessun requisito per il primo livello, sino a predisporre l'accessibilità per i mezzi di soccorso, disponibilità di agenti estinguenti etc.. per il livello più alto.

10. Sicurezza Impianti Tecnologici di servizio

Per gli impianti tecnologici a servizio degli edifici è sempre necessaria una valutazione puntuale del rischio di incendio, in quanto queste installazioni hanno lo scopo principale di gestire o trasformare energia a servizio di un edificio o attività in cui sono presenti.

Ai fini della sicurezza infatti devono essere considerati almeno i seguenti impianti tecnologici di servizio:

  • produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e di utilizzo dell'energia elettrica;
  • protezione contro le scariche atmosferiche;
  • sollevamento/trasporto di cose e persone;
  • deposito, trasporto, distrubzione e utilizzo di solidi, liquidi e gas combustibili, infiammabili e comburenti;
  • riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e di ventilazione ed areazione dei locali;
  • controllo delle esplosioni.

La sicurezza degli impianti di servizio prevede un solo livello, previsto per gli impianti che devono essere progettati, realizzati, condotti e gestiti secondo la regola dell'arte, avendo cura di soddisfare i requisiti di sicurezza antincendio specifici.

Come si può intuire, il professionista ha a disposizione numerosi strumenti e strategie per raggiungere gli obiettivi posti a progetto.

Ogni specifica strategia per il controllo del fumo e del calore necessita ovviamente di studi ed approfondimenti affinchè possa essere ottimizzata ed applicata nel migliore dei modi.

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