Attività di pubblico spettacolo: i 5 problemi più comuni

Ing. Alessandro Temperini

Scritto da Ing. Alessandro Temperini
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il 27 Maggio 2020 in Discussioni Tecniche

Attività di pubblico spettacolo: le soluzioni ai 5 problemi più comuni

Siamo giunti al terzo appuntamento della rubica ONE A WEEK e se ti fossi perso i primi due articoli con le risposte alle 5 domande più frequenti dei professionisti li trovi qui: Archivi e magazzini, Autorimesse.

Ma veniamo al caso pratico di questa settimana ovvero le problematiche comuni nella progettazione antincendio di locali di pubblico spettacolo (cinema, teatri, auditorium, centri congressi, ecc.).

Come negli altri casi ho condensato queste problematiche in 5 domande (con relative risposte) che trovi di seguito.

DOMANDA 1

Qual è la normativa di riferimento?

In Italia è il Codice di prevenzione incendi secondo DM 18/10/2019 la normativa da prendere sempre come riferimento per la progettazione antincendio delle attività soggette.

La regola tecnica verticale RTV per le attività di pubblico spettacolo non è ancora stata emanata e dunque, anche se sta circolando una bozza che ci auguriamo sarà integrata nell’allegato V, il Codice in quanto RTO è attualmente la normativa di riferimento.

RISPOSTA: Occorre utilizzare il codice di prevenzione incendi secondo DM 18/10/2019 come RTO in attesa della pubblicazione della specifica RTV.

DOMANDA 2

Seguendo il codice allora, quale livello di prestazione applico, il Livello II o III?

Credo sia ragionevole il Livello III dato l’elevato affollamento dell’attività.

Nonostante ci siano delle severe prescrizioni in merito al comportamento al fuoco dei materiali utilizzabili, e quindi al carico di incendio, la presenza di persone porta indubbiamente a dover garantire una visibilità opportuna per proteggere l’esodo.

RISPOSTA: Dato l’indice di affollamento è opportuno proteggere l’esodo, quindi Livello III

DOMANDA 3

Dunque, come posso dimensionare il livello di prestazione III?

Applicando la norma nazionale UNI 9494-2:2017 se ricadenti nel suo campo di applicazione, o meglio ancora, con un calcolo della quantità di fumo prodotta secondo la norma CEN/TR 12101-5 e poi definendo un sistema capace di gestire le masse di fumo calcolate.

RISPOSTA: Utilizzando la UNI 9494-2 e calcolando la quantità di fumo prodotta e dimensionando il sistema SEFC più adeguato.

DOMANDA 4

I teatri hanno spesso una forte pendenza interna. Come determino l’altezza effettiva del locale e come influisce sulla scelta dell’altezza h dello strato di fumo?

La risposta è articolata e nonostante questo provo a sintetizzarla sperando di essere esaustivo.

Se sei interessato ad approfondire ulteriormente questo tema, ti rimando a questo articolo “Progettazione dei SEFC: come calcolare l’altezza del locale?” dove ho discusso in modo approfondito ed esaustivo l’argomento.

Tuttavia, nei casi più critici la pendenza deve essere considerata per calcolare l’altezza dello strato libero del fumo , ovvero:

  • punto 0 di partenza dal punto più basso dove sia possibile l’incendio
  • altezza di 2 mt da garantire dal punto più alto del calpestio.
altezza del locale h pendenza rilievo UNI 9494-2

La differenza di quota rappresenta lo strato libero dei fumi da garantire.

Questo criterio di valutazione tiene cautelativamente conto della pendenza del locale.

RISPOSTA: L’altezza H dello strato libero dei fumi deve essere calcolata sul punto più alto della pendenza, partendo dal punto più basso di potenziale innesco.

DOMANDA 5

Si parla di pubblicazione della specifica RTV, cosa prevede per lo Smoke management?

Bisogna sempre parlare con cautela delle normative in draft perché possono cambiare prima della loro pubblicazione in gazzetta ufficiale.

Qualora venisse pubblicata nella versione circolante in data odierna, nella nuova regola troveremmo alcune parametrizzazioni aggiuntive per evitare di fare di tutta l’erba un fascio.

Ad esempio: per i teatri con scena separata dalla sala alla scena viene prescritto un Livello III mentre alla sala è subordinato al numero di posti.

  • se la sala ha meno di 1.000 posti è possibile progettare un livello II, altrimenti III.
  • nel caso in cui la scena è integrata con la sala bisognerà considerare un livello III.

RISPOSTA: I teatri sono parametrizzati in modo più accurato, in particolar modo c’è una divisione tra scena e sala, la scena avrà un Livello III mentre la sala sarà un livello II o un Livello III in funzione del numero di posti.


Non perdere, mercoledì 3 giugno, il prossimo articolo della rubrica ONE A WEEK!

Guida pratica alla progettazione secondo UNI 9494-2:2017

Guida Pratica alla Progettazione

Una guida di ausilio per il dimensionamento di sistemi di evacuazione forzata di fumo e calore (SEFFC) secondo UNI 9494-2:2017.

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