Autorimesse e Smoke Management: le soluzioni ai 5 problemi più comuni

Ing. Alessandro Temperini

Scritto da Ing. Alessandro Temperini
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il 20 Maggio 2020 in Discussioni Tecniche

Autorimesse e Smoke Management: le soluzioni ai 5 problemi più comuni

In questo secondo appuntamento con la rubrica “ONE A WEEK” andrò a trattare un tema molto sensibile e di grande respiro, scaturito anche questo, dalle domande concrete che i professionisti mi pongono ogni giorno.

Nonostante siano solo 5 le domande, le risposte ci permettono di definire i punti principe della progettazione dei sistemi di controllo del fumo di autorimesse.

Vediamo quindi quali sono i 5 problemi più comuni a cui ho scelto di rispondere.

DOMANDA 1

Quale livello di prestazione mi consigli di utilizzare?

La determinazione del livello di prestazione non è mai una risposta univoca, il risultato è subordinato alla “conformazione” dell’autorimessa, in particolar modo, se è fuori terra o interrata, all’altezza h, e analizzando tali valori numerici con il fatto che siano private, pubbliche o autosilo.

Autorimessa fuori terra

Se siamo fuori terra abbiamo di base Livello II tranne che per gli autosilo, se siamo in autorimesse interrate è opportuno valutare quale sia l’altezza massima.

Ad esempio: se abbiamo una autorimessa interrata con altezza h di 10 metri di tipo pubblico il livello di prestazione da considerare è il II, ovviamente, se abbiamo altezza di 12 metri, saltiamo al Livello III.

Risposta
Per autorimesse fuori terra → Livello II 
per autorimesse interrate dipende dall’altezza → Livello II o III

DOMANDA 2

Trovi più opportuno effettuare un controllo orizzontale o verticale?

La scelta si basa sull’altezza del piano in quanto i principi fisici posti alla base delle due strategie di smoke management hanno dei vincoli legati all’altezza di risalita del plume, cioè dal punto di innesco sino allo strato inferiore del serbatoio.

Ricordiamoci che il controllo verticale accumula in alto il suo serbatoio a soffitto e lo veicola verso l’esterno, quello orizzontale invece “sposta” la massa dei fumi da una direzione all’altra.

altezza del piano autorimessa

Fissiamo un valore numerico discriminante per la determinazione, 3 mt rappresentano il valore sotto al quale scegliere il controllo orizzontale escludendo il verticale, sopra i 3 mt si possono applicare entrambi da un punto di vista fisico della materia.

Naturalmente, se applichiamo questi ragionamenti alla legislazione italiana, sopra i 3 mt di altezza bisogna garantire i metri liberi da fumo e questo si fa con il controllo verticale.

Risposta 
L’altezza del solaio è la discriminante: 
se h < 3 mt → controllo orizzontale
se h ≥ 3 mt si può realizzare il controllo di tipo verticale.

DOMANDA 3

Come dimensiono il sistema nel caso di controllo orizzontale?

Come nella maggior parte delle discussioni tecniche, la risposta è “DIPENDE”!

Se stiamo nel caso di un Livello di prestazione II ci sono delle normative internazionali e riconosciute che consentono di dimensionare il controllo orizzontale (per il Livello II definito dal Codice di Prevenzione Incendi come SVOF) ed una di queste è la pr CEN/TS 12101-11.

controllo orizzontale del fumo autorimesse

Se invece ricadiamo nel Livello di prestazione III occorre un approccio ingegneristico o almeno una simulazione CFD per avere una certezza di garantire la stabilità del layer e quindi gli “X metri” liberi da fumo previsti a progetto o prescritti dalla legislazione.

Risposta 
Livello di prestazione II seguendo la pr CEN/TS 12101-11. 
Livello di prestazione III seguendo l’approccio ingegneristico.

DOMANDA 4

Come dimensiono il sistema nel caso del controllo verticale?

Anche per questo caso la risposta dipende non viene accettata vero?

Anche qui è necessario distinguere ancora una volta a quale livello di prestazione vogliamo mirare.

Per il Livello di prestazione II userei a supporto dei calcoli l’appendice H della UNI 9494 parte 2 revisionata nel 2017, e allo stesso modo, se ho almeno i 3 metri di altezza, posso applicarla anche per il Livello III.

Controllo verticale autorimessa

Resta comunque sempre valida la strada prestazionale approfondita con l’ingegneria.

RISPOSTA 
La norma UNI 9494-2:2017 ha ogni strumento per determinare i parametri del sistema.

DOMANDA 5

Si parla già di una revisione della RTV Autorimesse. Quali saranno le novità introdotte?

Attendiamo di vedere la RTV pubblicata prima di trattare con certezza il tema, tuttavia, nella versione che circola, si è presentata un’importante novità nel capitolo del controllo del fumo e del calore.

Sono stati eliminati i riferimenti ai livelli di prestazione. Al loro posto sono comparse delle indicazioni per la realizzazione dello SVOF.

Breaking news

Riassumiamole in 5 punti (5 sembra ormai un numero piuttosto ricorrente!):

  1. Superfici delle singole aperture di smaltimento commisurate alle superfici lorde del comparto
  2. Una percentuale del 10% di aperture di tipo SEa, SEb, o SEc ed un raggio di offset di almeno 30mt
  3. Un offset dimensionato con specifica formula se ho solo aperture SEa
  4. L’accettazione della SOLUZIONE CONFORME per uno SVOF secondo prCEN/TS 12101-11
  5. Prescrizioni sulle dimensioni e sui posizionamenti delle aperture nei serramenti destinati ai box auto privi di aperture verso l’esterno.

RISPOSTA 
Nulla di definito fino alla pubblicazione ufficiale, ma posso anticipare che sono spariti i livelli di prestazione e sono comparse delle indicazioni per dimensionare lo SVOF.


Non perdere, mercoledì 27 maggio, il prossimo articolo della rubrica ONE A WEEK sul dimensionamento dei sistemi di controllo del fumo nei locali di pubblico spettacolo

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