Sistemi SVOF: sequenza di attivazione e classificazione dei componenti

Ing. Alessandro Temperini

Scritto da Ing. Alessandro Temperini
Facebook LinkedIn

il 10 Maggio 2021 in Blog

Dopo aver analizzato nel precedente post come attuare una progettazione che possa garantire sinergia e sicurezza di intervento per i VVF, oggi affrontiamo la seconda parte del nostro viaggio all’interno delle specifiche sulle norme per i sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), scendendo un po’ di più nel dettaglio tecnico delle sequenze di attivazione dei suoi componenti.

Quale deve essere quindi la sequenza di attivazione appropriata dei componenti di un sistema SVOF?

La sequenza di attivazione di uno SVOF si può riassumere nei seguenti cinque punti fondamentali:

  1. Deve essere presente un sistema di rivelazione automatico in grado di attivare lo scenario specifico (tempo Ta);
  2. Occorre prevedere un ritardo (Te) per permettere la fuga degli occupanti. Questo ritardo può essere dato dalle turbolenze e stratificazioni dei fumi dati dallo SVOF stesso;
  3. Si raccomanda di calcolare un Te pari ad almeno 3 minuti per permettere agli occupanti della zona invasa dal fumo di raggiungere le vie di esodo. Questo potrebbe essere così suddiviso Te=2 minuti (tempo di allerta) + 1 minuto (tempo di esodo);
  4. La ventilazione ordinaria deve essere spenta al più presto o al massimo nel tempo Ta;
  5. La seguente sequenza deve attivarsi automaticamente:
    • Al tempo Ta deve attivarsi l’allarme di evacuazione;
    • Tra Ta e Ta+Te il sistema può essere attivato ad una velocità ridotta creando un flusso orizzontale non superiore a 0,5 m/s attraverso la sezione trasversale (la velocità limitata serve ad evitare la destratificazione);
    • Durante il tempo Ta+Te il sistema di estrazione e di immissione aria deve essere avviato alla massima velocità e raggiungere il regime al tempo Ta+Te+1 minuto;
    • Al tempo Ta+Te+1 minuto i ventilatori di spinta jet fan devono poter dirigere il fumo in maniera efficiente verso i punti di estrazione secondo lo scenario di incendio.

Va ricordato che nel caso di presenza di sprinkler i ventilatori jet fan non si attiveranno automaticamente, ma dovranno essere subordinati al flussostato del sistema di spegnimento. Sarà quindi opportuna la presenza di un pulsante manuale che permetta ai vigili del fuoco di accendere e spegnere il sistema jet fan.In ogni caso raggiunto il tempo Ta+Te+2 minuti l’intero sistema dovrà essere pienamente operativo.

Risulta ben chiaro dalla descrizione della sequenza di attivazione che l’obiettivo del sistema non sarà mai quello di intervenire durante l’esodo, ma di entrare in funzione solo in un momento successivo allo scopo di non interferire con esso, preservando la stratificazione dei fumi fino ad un tempo in cui sarà certo l’allontanamento di tutti gli occupanti.

Andiamo ora a vedere quale dovrà essere la classificazione di tutti i componenti.

Per quanto concerne la classificazione dei componenti impiegati per la realizzazione di un sistema SVOF la prCEN/TS 12101-11 richiama le altre norme di prodotto della medesima famiglia:

La norma pone un vincolo per i punti di espulsione fumo che deve rispettare i seguenti parametri:

  • sistemi senza sprinkler:
    • fumo dall’apertura d=3
    • fumo dal sistema 1 a 3, D=2
  • con sprinkler
    • d=1

se il criterio non è rispettato la facciata sovrastante deve essere E60 per almeno 3m su una larghezza almeno pari a d dai punti di espulsione.

Ti è piaciuto questo articolo?

Se ti fa piacere puoi condividerlo con i tuoi colleghi

 

182 letture

Tag