Tema: Progettazione e Dimensionamento SEFC

Approfondimento sull'argomento 'Progettazione e Dimensionamento SEFC' attraverso una serie di articoli dal blog sul controllo del fumo e del calore in Italia

Progettazione dei SEFC: come calcolare l'altezza del locale?

Mercoledì, 19 Settembre 2018
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Un aspetto fondamentale nella progettazione di un Sistema di controllo del fumo e del calore è l'individuazione dell'altezza dei locali da proteggere, parametro importante ai fini della definizione del serbatoio al fumo.

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Guida al dimensionamento dei sistemi SEFFC secondo UNI 9494-2:2017

Martedì, 17 Luglio 2018
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

La Norma UNI 9494-2:2017 è il riferimento normativo in Italia per la progettazione di Impianti di evacuazione forzata di fumo e calore (SEFFC) recepita dal D.M. 20-12-12 Art.6.

Questo articolo ha lo scopo di illustrare in modo chiaro e sintetico le metodologie di progettazione degli impianti SEFFC secondo tale norma.

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Condizioni al contorno: come influiscono sui sistemi SEFC

Martedì, 23 Gennaio 2018
scritto da: Matteo Giampieri

In questo articolo andremo a porre l’attenzione sulle condizioni al contorno, sia all’interno che all’esterno dell’edificio, che possono avere un impatto diretto sull’efficacia dei Sistemi di controllo del fumo e del calore (SEFC).

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Le principali novità della nuova UNI 9494-2:2017

Mercoledì, 22 Marzo 2017
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

È stata pubblicata il 19 marzo 2017 la revisione della norma UNI 9494-2:2017 "Progettazione e installazione dei sistemi di evacuazione Forzata di Fumo e calore (SEFFC)" che sostituisce completamente la precedente UNI 9494-2:2012.

La revisione della norma UNI introduce importanti aggiornamenti che, come vedremo di seguito, riguardano l’approccio progettuale dei sistemi SEFFC e fa maggiore chiarezza su argomentazioni poco approfondite nella precedente edizione del 2012.

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Griglie e bocchette per Sistemi SEFC a norma UNI 9494-2:2017

Mercoledì, 22 Marzo 2017
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

È ormai cognito che tutti i componenti di un Sistema di controllo del fumo e del calore (SEFC) devono avere un comportamento dichiarato alle temperature di esercizio e che, molti di loro, hanno l’obbligo di essere provvisti di marcatura CE.

Apporre tale marcatura è possibile unicamente per quei componenti che hanno recepito la relativa norma armonizzata di prodotto (famiglia delle UNI 12101), come ad esempio la UNI EN 12101-7 per le condotte, la UNI EN 12101-8 per le serrande, la UNI EN 12101-3 per i ventilatori, e così via.

Ma la situazione per i punti di aspirazione dei fumi non è delle migliori e la scelta di questi componenti si può rivelare spesso sbagliata.

Vediamo in questo articolo alcune caratteristiche che i componenti devono avere al fine di ridurre il rischio di errore.

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Autorimesse: finalmente la nuova Regola Tecnica Verticale

Martedì, 07 Marzo 2017
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°52 del 03/03/2017 il Decreto del 21 febbraio 2017 "Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa", che riporta in allegato la relativa Regola Tecnica Verticale.

Dopo trent'anni dall'uscita del decreto che regolamenta le Attività di Autorimessa (DM 01/02/1986) è stata emanata la relativa RTV secondo le nuove metodologie di progettazione introdotte dal DM 03/08/2015 meglio noto come nuovo Codice di Prevenzione Incendi.

La nuova regola tecnica è entrata in vigore a tutti gli effetti il 02/04/2017

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Nuova UNI 9494-2: Quattro importanti novità introdotte

Venerdì, 16 Dicembre 2016
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Come certamente saprai il 24 settembre 2016 è terminata l'inchiesta pubblica del progetto della nuova UNI 9494 Parte 2 ed il gruppo di lavoro interno dell'UNI sta analizzando il grande numero di commenti pervenuti dagli addetti ai lavori. 

Una partecipazione così elevata è certamente un indice del grande fermento ed interesse che la norma suscita!

Dato che ormai sono trascorsi più di 3 mesi dal termine dell'inchiesta è ragionevole ipotizzare che la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avverrà nel breve periodo.

Iniziamo a parlare di 4 importanti novità, deducibili da quanto andato in inchiesta, che la norma introdurrà sul mercato nazionale una volta pubblicata ufficialmente.

Ma quali sono queste novità?

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Controllo del Fumo per Differenza di Pressione

Lunedì, 19 Settembre 2016
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Il “controllo per differenza di pressione” secondo la UNI EN 12101-6 è finalizzato ad impedire o limitare l’entità della propagazione del fumo, grazie all’attuazione di una depressurizzazione o di una pressurizzazione di un particolare volume rispetto agli ambienti adiacenti.

In generale si realizzano sistemi in grado di creare un differenziale positivo di pressione.

Vediamo in questo articolo questa particolare metodologia di controllo del fumo.

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Gestione Orizzontale del Fumo nelle Autorimesse

Domenica, 28 Agosto 2016
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Il "controllo orizzontale” del fumo si attua nei casi quali le autorimesse, nelle quali lo sviluppo in altezza del locale non è sufficiente.

Occorre quindi controllare il fumo in altra maniera: spingendolo lateralmente verso un estremo del locale e cercando di creare una zona libera dai fumi a monte dell’incendio.

Vediamo qui in cosa consiste!

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Tipologie di controllo del fumo: la Gestione Verticale

Martedì, 26 Luglio 2016
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Il controllo del fumo può avere diverse finalità e, definirle univocamente, consente di scegliere il sistema di controllo più adatto per soddisfarle.

In questo articolo approfondiremo nel dettaglio il sistema di controllo verticale del fumo in rapporto al dimensionamento e con un focus sui componenti del SEFC.

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Progettazione di Sistemi SEFC: caratteristiche dei fumi d'incendio

Sabato, 18 Giugno 2016
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Per progettare Sistemi di Controllo del Fumo in grado di svolgere efficacemente le proprie funzioni occorre innanzitutto conoscere la qualità e la quantità dei fumi che devono essere controllati e smaltiti.

Infatti, qualità e quantità dei fumi dell'incendio sono dati fondamentali per poter dimensionare e selezionare correttamente i componenti dell’intero Sistema del Controllo del Fumo e del Calore.

Questi componenti sono condotte, ventilatori, serrande, barriere fisse e mobili, griglie di aspirazione ed immissione, logiche di funzionamento e serramenti asserviti ad esso (leggi il nostro articolo sulla classificazione dei componenti.

In questo articolo esamineremo come calcolare la quantità, qualità e temperatura del fumo derivante da incendio, in base a diversi scenari possibili.

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Principi di progettazione per lo Smoke Management

Mercoledì, 18 Maggio 2016
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

In Italia, come noto, per alcune delle Attività soggette ai controlli di Prevenzione Incendi, sono vigenti specifiche Regole Tecniche le quali definiscono in maniera prescrittiva le caratteristiche e le dotazioni che gli edifici devono presentare affinché sia garantito il soddisfacimento dei requisiti minimi di sicurezza in caso di incendio (leggi il nostro approfondimento "Smoke Management: Prescrizioni Normative e Regole Tecniche").

In altre parole, per tali attività il Normatore ha effettuato una Valutazione del Rischio e ha stabilito una serie di misure adeguate: il Tecnico deve preoccuparsi che esse siano osservate.

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Fattori di Rischio del Fumo da incendio e il suo Controllo

Martedì, 12 Aprile 2016
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

In caso di incendio in un edificio il fumo costituisce il principale fattore di rischio, prima ancora del fuoco, è il maggior responsabile della perdita di vite umane.

Ogni qualvolta si sviluppa un incendio in un edificio, l’esigenza primaria è quella di garantire la sicurezza delle attività che si svolgono al suo interno, il che significa provvedere attraverso la Prevenzione incendi, innanzitutto, alla sicurezza della vita umana e all’incolumità delle persone e, secondariamente, alla tutela dei beni presenti, delle strutture stesse e dell’ambiente.

La “Sicurezza in caso di incendio” costituisce il Requisito n. 2 dell’Allegato I al REGOLAMENTO (UE) N. 305/20112 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO emanato il 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio.

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Strategia Antincendio: Controllo di Fumo e Calore

Mercoledì, 18 Novembre 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Il "Controllo di fumo e calore" è una delle 10 Strategie Antincendio previste dal Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 03.08.2015).

Nel capitolo S8 infatti, viene stabilito in maniera chiara ed inequivocabile l'obiettivo di questa misura antincendio:

(...omissis...) "... ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio".

Vengono lasciate ad altre sezioni specifiche sia la ventilazione legata alla diluizione di eventuali atmosfere pericolose infiammabili o esplosive, sia la ventilazione per una diluizione degli inquinanti legata alla salubrità dell'ambiente.

Ma in cosa consiste questa strategia? Vediamolo insieme!

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Smoke Management: Prescrizioni Normative e Regole Tecniche

Domenica, 06 Dicembre 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

 

In questo articolo trattiamo le diverse tipologie di attività (autorimesse, locali di pubblico spettacolo, uffici, ecc.) per le quali ci sono delle prescrizioni normative inerenti i sistemi per il controllo del fumo (con tabella riassuntiva).

Nella seconda parte invece, un approfondimento sul Codice di Prevenzione Incendi e le norme tecniche e linee guida a livello italiano (tra cui la UNI 9494) e internazionale.

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Codice di Prevenzione Incendi: nuova Metodologia di Progettazione

Martedì, 20 Ottobre 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

L'entrata in vigore del Codice di prevenzione incendi il 18 Novembre 2015 ha introdotto in Italia un nuovo modo di progettare.

Con questo articolo ho voluto sintetizzare gli aspetti salienti e ripercorrere i ragionamenti effettuati al fine di agevolare l'approfondimento e lo studio di questa importante novità normativa.

Esso rappresenta una "regola tecnica orizzontale", ovvero un codice dei principi e delle tecniche di prevenzione incendi. L'innovazione di questa tipologia stà nell' approccio PRESTAZIONALE che và ad aggiornare il tradizionale metodo PRESCRITTIVO.

Da anni ormai gli enti di normazione europei emanano normative in questa direzione, lasciando alla competenza del professionista la determinazione e la scelta dei sistemi più idonei per raggiungere le prestazioni richieste.

Le soluzioni proposte dalla Regola tecnica infatti sono:

  • Soluzioni Conformi: quelle che definiscono i livelli antincendio minimi richiesti in cui non si è obbligati a fornire ulteriori valutazioni tecniche per dimostrare il raggiungimento del livello di prestazione (soluzioni proposte nei pertinenti paragrafi del Codice)
  • Soluzioni Alternative: soluzioni in cui si necessita di dimostrare il raggiungimento del livello di prestazione (la dimostrazione può essere fatta impiegando uno dei metodi di sicurezza antincendio come l'ingegneria antincendio o prove sperimentali etc...)
  • Soluzioni in Deroga: se non possono essere applicate ne soluzioni conformi e ne soluzioni alternative.
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Condotte per il Controllo dei Fumi: quali scegliere?

Lunedì, 15 Giugno 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Le condotte per il controllo dei fumi sono uno dei componenti fondamentali di un Sistema SEFFC.

La prima sostanziale differenza rispetto alle tradizionali condotte per il condizionamento (o HVAC) è che, a differenza delle altre, sono definite prodotti da costruzione ed in quanto tali hanno l'obbligo di essere provviste di Marcatura CE secondo lo standard UNI EN 12101-7:2011 ai sensi del Regolamento Europeo 305/2011.

La loro giusta scelta e dimensionamento è dovuta a numerosi fattori: prescrizioni normative, prestazionali e installative. Capire come è strutturata la classificazione ai fumi secondo UNI EN 13501-4:2016 è di estrema importanza per poter effettuare una progettazione corretta ed accurata.

Condotte o canali di controllo fumo?

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Calcolo per il dimensionamento dello staffaggio sismico di un impianto

Mercoledì, 03 Giugno 2015
scritto da: Francesco Maria Sebastiani

Un impianto tecnologico si definisce antisismico se dotato di un sistema che lo renda resistente all’azione orizzontale del sisma, evitando spostamenti relativi che potrebbero danneggiare le condotte e i suoi sistemi di ancoraggio con l’edificio ospitate.

L’azione sismica non è unidirezionale ma va scomposta nelle due direzioni principali della condotta, nei due versi alternativamente, come mostrato nell’immagine a seguire:

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Progettazione Staffaggio Antisismico: Parametri delle Condotte

Martedì, 19 Maggio 2015
scritto da: Francesco Maria Sebastiani

Nel seguente articolo analizzeremo tutti i parametri della condotta di cui è composto l’impianto tecnologico da rendere antisismico; tali parametri riguarderanno il suo peso proprio e quello portato dalla condotta, oltre che il suo comportamento sotto le azioni sismiche.

Ma prima di esaminare uno ad uno tali parametri, va evidenziato che la condotta è considerata, all’interno dell’involucro edilizio che la ospita, come “elemento non strutturale”, intendendo con tale definizione l’elemento senza funzione strutturale, il cui danneggiamento può provocare danni a cose e a persone, e che quindi deve essere verificato insieme alle sue connessioni alla struttura a cui è assicurata, per l’azione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati.

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Progettare un sistema antisismico: Sottosuolo e Topografia del sito

Sabato, 16 Maggio 2015
scritto da: Francesco Maria Sebastiani

Vediamo, nel presente articolo, come il sottosuolo e la topografia del sito influenzino la risposta sismica in maniera non trascurabile e di conseguenza il dimensionamento degli elementi resistenti al sisma per rendere un sistema antisismico.

In generale gli effetti di un terremoto diminuiscono di intensità all’aumentare della distanza dall’epicentro (punto della superficie sulla verticale dell’ipocentro, dove è avvenuto il movimento che ha generato il terremoto), ma possono essere notevolmente diversi a seconda delle caratteristiche dell’area considerata:

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