L'utilizzo degli inverter nei sistemi SEFFC

Matteo Giampieri


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Tempo di lettura: 3 minuti

L'utilizzo di inverter nei sistemi di controllo del fumo è molto spesso un argomento di discussione e di dibattito tra i professionisti del settore, dato che tale dispositivo viene comunemente reputato "componente debole" ed escluso dalla progettazione dei SEFFC.

Molto spesso l'uso degli inverter è relegato agli impianti dual purpose, in cui il suo unico scopo è gestire la ventilazione ordinaria, ma il suo impiego risulterebbe altrettanto utile anche nella regolazione della portata di aspirazione fumi in condizioni di emergenza.

Come vengono trattati gli inverter da un punto di vista normativo?

La norma UNI EN 12101-3:2015 non esclude a priori l'uso di convertitori di frequenza ma ne stabilisce dei vincoli e delle specifiche nel caso l'utilizzo sia su ventilatori per il controllo dei fumi d'incendio.  

L'utilizzo di inverter è consentito qualora sia rispettata una delle seguenti 3 condizioni:

1 -  Il sistema di gestione dell'impianto deve essere dotato di dispositivo di bypass che limiti il funzionamento dell'inverter per la sola ventilazione ordinaria e che ne escluda completamente il funzionamento in caso di emergenza.

2  -  Utilizzando un ventilatore certificato secondo norma di prodotto con un inverter non certificato devono essere attuate le seguenti precauzioni:

                         - il ventilatore deve essere sovradimensionato del 20%

                         - l'inverter deve essere dotato di filtro sinusoidale che offra una protezione dalle interferenze elettromagnetiche provenienti dall’esterno.

3  -  Il ventilatore utilizzato deve essere stato testato insieme all'inverter e certificato in combinazione secondo le specifiche della norma UNI 12101-3:2015.

 

In che misura sono applicabili queste 3 condizioni?

Bypass dell'inverter

Il by-pass dell'inverter nella condizione di emergenza è una soluzione semplice e rapida ma non certo coerente con una necessità di regolazione della portata in evacuazione o per la partenza graduale dei motori, pertanto risulta di scarsa utilità.

Sovradimensionamento dei ventilatori e filtri sinusoidali

Questa soluzione risulta facilmente praticabile ma porta con se diverse problematiche da valutare al fronte dei vantaggi ottenuti. Sovradimensionamendo il ventilatore si va incontro ad una macchina di maggiori dimensioni e con un motore più grande, quindi problematiche di ingombro e di assorbimenti eletttrici maggiori, per non parlare dell'aumento dei costi generali dell'impianto dovuti anche al prezzo dei costosi filtri sinusoidali.

Inverter certificato con il ventilatore

L'opzione di utilizzare un convertitore di frequenza testato e certificato in abbinamento al ventilatore secondo UNI EN 12101-3:2015 risulta essere la soluzione più pratica e semplice.

In questo modo si evitano tutte le problematiche sopra citate, permettendo ai progettisti di mantenere invariati i criteri di selezione delle macchine, evitare l'installazione di componenti aggiuntivi e di scansare quindi l'aumento dei costi globali del sistema.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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