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Articoli di approfondimento tecnico su Normative, Smoke Management, Componenti e novità inerenti i Sistemi di controllo del fumo e del calore SEFC.

Locali di pubblico spettacolo: le procedure di Prevenzione Incendi

Venerdì, 20 Novembre 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

E' appena stata emanata l'edizione aggiornata 2016 delle "Indicazioni Procedurali e di Prevenzione Incendi per i Locali di Pubblico Spettacolo" che da informazioni al fine di individuare quali sono i "Locali di Pubblico Spettacolo", le procedure da seguire, la documentazione da presentare ed un sunto della normativa tecnica vigente.

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Linee Guida all'applicazione Decreto Impianti DM 20/12/2012

Venerdì, 20 Novembre 2015
scritto da: Francesco Maria Sebastiani

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, su proposta del Gruppo di Lavoro Sicurezza, ha condiviso nel corso della seduta del 24/02/2016, le “linee guida all’applicazione del DM 20/12/2012 – Decreto impianti”, elaborate dalla Commissione Sicurezza Antincendio della Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Lombardia (CROIL).

L'obiettivo è di fornire un utile supporto per i professionisti nella formulazione delle specifiche tecniche degli impianti di protezione attiva contro l’incendio e della relativa documentazione progettuale richieste dal DM 20/12/2012 nell’ambito dei procedimenti di prevenzione incendi.

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Codice di Prevenzione Incendi: le 10 Strategie Antincendio!

Mercoledì, 04 Novembre 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Ai fini di una corretta progettazione antincendio, secondo il nuovo Codice di Prevenzione Incendi e non, dopo aver determinato i profili di rischio antincendio occorre attribuire dei livelli di prestazione per ogni Strategia Antincendio che si intende adottare. 

Nella specifica Sezione S del codice stesso vengono elencate le 10 strategie ammesse

  • S.1 Reazione al fuoco
  • S.2 Resistenza al fuoco
  • S.3 Compartimentazione
  • S.4 Esodo
  • S.5 Gestione della sicurezza antincendio
  • S.6 Controllo dell'incendio
  • S.7 Rivelazione ed allarme
  • S.8 Controllo di fumi e calore
  • S.9 Operatività Antincendio
  • S.10 Sicurezza impianti tecnologici di servizio

Per ogni specifica strategia per il controllo del fumo e del calore vengono definiti i relativi livelli di prestazione e dei criteri di attribuizione degli stessi, inoltre, vengono definite delle soluzioni progettuali conformi ed alternative.

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Codice di Prevenzione Incendi: nuova Metodologia di Progettazione

Mercoledì, 21 Ottobre 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

L'entrata in vigore del Codice di prevenzione incendi il 18 Novembre 2015 ha introdotto in Italia un nuovo modo di progettare.

Con questo articolo ho voluto sintetizzare gli aspetti salienti e ripercorrere i ragionamenti effettuati al fine di agevolare l'approfondimento e lo studio di questa importante novità normativa.

Esso rappresenta una "regola tecnica orizzontale", ovvero un codice dei principi e delle tecniche di prevenzione incendi. L'innovazione di questa tipologia stà nell' approccio PRESTAZIONALE che và ad aggiornare il tradizionale metodo PRESCRITTIVO.

Da anni ormai gli enti di normazione europei emanano normative in questa direzione, lasciando alla competenza del professionista la determinazione e la scelta dei sistemi più idonei per raggiungere le prestazioni richieste.

Le soluzioni proposte dalla Regola tecnica infatti sono:

  • Soluzioni Conformi: quelle che definiscono i livelli antincendio minimi richiesti in cui non si è obbligati a fornire ulteriori valutazioni tecniche per dimostrare il raggiungimento del livello di prestazione (soluzioni proposte nei pertinenti paragrafi del Codice)
  • Soluzioni Alternative: soluzioni in cui si necessita di dimostrare il raggiungimento del livello di prestazione (la dimostrazione può essere fatta impiegando uno dei metodi di sicurezza antincendio come l'ingegneria antincendio o prove sperimentali etc...)
  • Soluzioni in Deroga: se non possono essere applicate ne soluzioni conformi e ne soluzioni alternative.
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Codice Prevenzione Incendi 2015: determinazione dei profili di rischio

Giovedì, 24 Settembre 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Come ormai ben noto, la progettazione per la sicurezza antincendio di un'attività significa individuare tutte le soluzioni tecniche finalizzate al raggiungimento degli Obiettivi Primari della prevenzione incendi:

  • Sicurezza della vita umana.
  • Incolumità delle persone.
  • Tutela dei beni e dell'ambiente.

Per meglio parametrizzare tali obiettivi è occorrente determinare degli Indicatori semplificati per valutare il rischio di incendio e poter attribuire dei livelli di prestazione selle soluzioni tecniche progettate.

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Codice di Prevenzione Incendi - Testo Unico - DM 3 agosto 2015

Mercoledì, 19 Agosto 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Il Decreto 3 agosto 2015 è il “Testo Unico” o “Codice di prevenzione incendi” o "Codice Antincendio" è il risultato di un progetto iniziato con il DPR 151/2011 e che ha dato una importante semplificazione normativa e lo snellimento delle procedure antincendio.

Il processo di semplificazione prosegue con l’ammodernamento dei principi regolatori, mediante un nuovo approccio metodologico, più aderente al progresso tecnologico, che supera l’articolata e complessa stratificazione di norme, ed arriva ad un unico testo organico e sistematico utile a regolamentare tutte le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco.

Una prima e fondamentale novità nasce dal fatto che il Codice di Prevenzione Incendi (o Testo Unico) può essere preso a riferimento anche per le attività non soggette (Art.2 Campo di Applicazione)

Il Codice dunque rende i professionisti assolutamente protagonisti assegnando loro la responsabilità della scelta delle misure di prevenzione incendi da adottare.

Il tutto è finalizzato a rivoluzionare la burocrazia e a semplificare decisamente l’iter relativo alla prevenzione incendi portando vicino alla conclusione il progetto di “semplificazione” iniziato già con il DPR.151.

Obiettivi del Codice di Prevenzione Incendi

Ecco, in sintesi, gli obiettivi

  • Disporre di un testo unico chiaro e completo che vada a sostituirsi ad innumerevoli regole tecniche;
  • Semplificare la progettazione antincendio
  • Adottare regole meno prescrittive, più prestazionali e flessibili;
  • Fare in modo che le norme di VVF si occupino solo di “antincendio”;
  • Prevedere la possibilità di scegliere fra diverse soluzioni
  • Favorire l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria antincendio.

Per ottenere tali ambiziosi risultati il documento si basa su 5 principi:

1 - Generalità

Le metodologie di progettazione antincendio possono essere applicate a tutte le attività;

2 - Semplicità

Laddove esistano diverse possibilità per raggiungere il medesimo risultato si prediligono soluzioni più semplici, realizzabili, comprensibili, per le quali è più facile operare la revisione;

3 - Flessibilità

Per ogni livello di prestazione di sicurezza antincendio richiesto, sono indicate diverse soluzioni progettuali prescrittive o prestazionali e sono definiti metodi riconosciuti che valorizzano l’ingegneria antincendio;

4 - Standardizzazione ed integrazione

Il linguaggio in materia di prevenzione incendi è conforme agli standard internazionali e sono unificate le diverse disposizioni previste nei documenti esistenti della prevenzione incendi in ambito nazionale;

5 - Inclusione

Le persone che frequentano le attività sono considerate un fattore sensibile nella progettazione della sicurezza antincendio, in relazione anche alle diverse abilità (es. motorie, sensoriali, cognitive, ecc.), temporanee o permanenti, sveglie o dormienti.

Tale impostazione permette di effettuare una progettazione con un approccio logico, non più prescrittivo ma prestazionale, ed il professionista ha la libertà di effettuare scelte attraverso soluzioni equivalenti e più idonee ad essere contestualizzate al progetto specifico.

Applicazione del T.U.

E’ opportuno precisare che il T.U. ha una valenza per le attività prive di Regola Tecnica Verticale (RTV) per le quali si rimanda ai D.M. specifici.

Esso è applicabile comunque a

  • Nuove Attività
  • Attività esistenti

Dunque il codice rappresenta una Regola Tecnica Orizzontale che contiene delle nuove regole generali per la progettazione antincendio.

Entrando più nello specifico il codice SI APPLICA direttamente alle attività soggette a controllo VVF – DPR n.151/2011:

att. 9,14, 27-40, 42-47, 50-54, 56-57, 63-64, 70, 75 (Depositi mezzi rotabili), 76, Officine, Impianti, Stabilimenti, Depositi, Falegnamerie, Attività Industriali ed Artigianali.

Esso invece NON SI APPLICA alle attività:

1-8. 10-13, 15-26, 41, 48-49, 55, 58-62, 65-69, 71-75, 77-80.

Quindi riassumendo si applica ad attività soggette non normate, può essere di riferimento per attività non soggette, siano esse di nuova realizzazione o adeguamento dell’esistenti.

E’ opportuno mettere in evidenza che NULLA CAMBIA PER I PROCEDIMENTI di prevenzione incendi, e NON SONO PREVISTI OBBLIGHI PER LE ATTIVITA’ GIA’ IN REGOLA CON IL DPRO n. 151/2011.

Struttura del Codice Antincendio

Oltre ad un preambolo il Codice di Prevenzione Incendi è costituito da:

Parte dispositiva costituita da 5 articoli:

  • Art1 approvazione delle norme tecniche;
  • Art2 campo di applicazione;
  • Art3 requisiti e le condizioni per l’impiego dei prodotti antincendio;
  • Art4 svolgimento e modalità del monitoraggio sull’applicazione delle norme tecniche da parte dei VVF;
  • Art5 disposizioni transitorie finali;

Un Allegato (Codice di prevenzione incendi) diviso in 4 Sezioni

  • Sezione G: Generalità “RTO” (termini, definizioni; progettazione antincendio; determinazione dei profili di rischio) 
  • Sezione S: Strategie antincendio “RTO” (misure antincendio, da reazione al fuoco a sicurezza impianti tecnologici) - Leggi l'articolo "Codice di Prevenzione Incendi: le 10 Strategie Antincendio!"
  • Sezione V: Regole tecniche verticali “RTV” (aree a rischio specifico, atmosfere esplosive, vani ascensori, attività scolastiche)
  • Sezione M: Metodi “FSE” (ingegneria sicurezza antincendio, scenari per progettazione prestazionale, salvaguardia della vita).
Sintetizzando cosa rappresenta questo documento?

In estrema sintesi il Documento stabilisce un metodo finalizzato per la determinazione delle misure (definite strategie antincendio) idonee a minimizzare il rischio di incendio, in termini di probabilità e di conseguenze, entro limiti considerati accettabili, da adottare per la progettazione antincendio di un’attività soggetta, garantendo gli obiettivi primari di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente.

Le IPOTESI FONDAMENTALI:

  • In condizioni ordinarie, l’incendio di un’attività si avvia da un solo punto di innesco (escluso l’incendio doloso o eventi estremi come catastrofi, azioni terroristiche etc…)
  • Il rischio di incendio di un’attività non può essere ridotto a zero.

Le misure antincendio sono selezionate dunque per minimizzare il rischio di incendio, in termini di probabilità e di conseguenze, entro dei limiti considerati accettabili.

Qual'è dunque la Metodologia di progettazione Antincendio?

Il Codice utilizza una nuova metodologia che consiste nell’individuare dei livelli prestazionali (I, II, III, IV, …) per tutte le misure antincendio. Le misure di prevenzione, di protezione e gestionali sono raggruppate in modo omogeneo nell’allegato Sezione S e vengono definite strategie antincendio:

  • S.1 Reazione al fuoco
  • S.2 Resistenza al fuoco
  • S.3 Compartimentazione
  • S.4 Esodo
  • S.5 Gestione della sicurezza antincendio
  • S.6 Controllo dell’incendio
  • S.7 Rivelazione ed allarme
  • S.8 Controllo di fumi e calore
  • S.9 Operatività antincendio
  • S.10 Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio

La procedura prevede una valutazione del rischio dalla quale discendono i livelli di prestazioni delle misure antincendio da adottare.

Ai fini della valutazione del rischio in modo ingegneristico, sono introdotte tre tipologie di profili di rischio, essi sono degli Indicatori semplificati per “parametrizzare” il rischio d’incendio e servono per attribuire i vari livelli di prestazione:

  • Rvita, profilo di rischio relativo alla salvaguardia della vita umana; (attribuito per ciascun compartimento)
  • Rbeni, profilo di rischio relativo alla salvaguardia dei beni artistici, strategici ed economici; (attribuito per l’intera attività)
  • Rambiente, profilo di rischio relativo alla tutela dell'ambiente dagli effetti dell'incendio (attribuito per l’intera attività)

L’allegato nella Sezione G al punto 3 del Codice denominato “Determinazione dei profili di rischio delle attività” fornisce:

  • la metodologia per valutare quantitativamente i due profili di rischio Rvita ed Rbeni,
  • i criteri per valutare il profilo di rischio Rambiente.

In funzione dei profili di rischio Rvita Rbeni Rambiente per l'attività, sono attribuiti i livelli di prestazione alle misure antincendio appartenenti alle singole strategie antincendio da adottare, in funzione degli obiettivi di sicurezza da raggiungere.

Riassumendo:

Per ogni misura antincendio, il progettista può attribuire livelli di prestazione differenti da quelli proposti. In tal caso il progettista e tenuto a dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio.

Rimanendo ad un livello di presentazione dei concetti ed attendendo articoli successivi in questo blog per approfondimenti dettagliati di ogni aspetto. 

Potrebbe interessarti anche l'articolo "Codice Prevenzione Incendi 2015: determinazione dei profili di rischio"

Novità del Codice di Prevenzione incendi

Una fondamentale novità rispetto a quanto veniva fatto sino ad oggi, è l’introduzione dei concetti di “misure convenzionali” e di “misure alternative” che possono essere adottate dal professionista durante le fasi di progettazione.

Vengono definite come:

  • Soluzione conforme (deemed to satisfy provision): soluzione progettuale di immediata applicazione nei casi specificati, che garantisce il raggiungimento del collegato livello di prestazione.
  • Soluzione alternativa (alternative solution): soluzione progettuale alternativa alle soluzioni conformi. Il progettista e tenuto a dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione impiegando uno dei metodi di progettazione della sicurezza antincendio.

E’ opportuno notare inoltre che un ampio spazio è stato dato all’applicazione dei metodi prestazionali per la progettazione della sicurezza antincendio. Trovo opportuno notare che anche l’UNI con progetti di norma come la prUNI 9494-5 dedicata alla FSE ed altri Enti di normazione hanno intrapreso analoga strada.

Tali metodi possono essere applicati grazie al Codice per:

  • la verifica delle soluzioni alternative al fine di dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione;
  • la verifica di soluzioni in deroga al fine di dimostrare il raggiungimento del collegato obiettivo di sicurezza antincendio;
  • la verifica del livello di prestazione attribuito ad una misura antincendio al fine di dimostrare il raggiungimento del collegato obiettivo di sicurezza antincendio.

Molto interessante appare la possibilità di utilizzare soluzioni alternative senza ricorrere alla procedura di deroga, in questo modo il Codice ammette l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria prestazionale (FSE) al di fuori del campo di applicazione del D.M. 9 maggio 2007 (che peraltro è stato abrogato con l'eltrata in vigore del Codice di Prevenzione Incendi).

Molta enfasi è stata data, durante la presentazione del nuovo provvedimento di semplificazione, all’utilizzo dei metodi prestazionali che possono quindi essere applicati per la progettazione ordinaria della sicurezza antincendio.

Il Codice introduce dei risparmi?

Come tutte le novità, inizialmente ci saranno delle difficoltà affinché il nuovo Codice di prevenzione incendi venga applicato ed apprezzato e necessita di un periodo di rodaggio sul campo.

Sicuramente è da evidenziare una riduzione di testi e decreti obsoleti, superati e non più facilmente applicabili, inoltre, La misurazione dei risparmi sugli oneri regolatori verrà predisposta dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

Dalle prime simulazioni effettuate si riesce ad evidenziare un risparmio medio di oltre il 10% sui costi strutturali della sicurezza antincendio.

Non resta dunque che  scaricare il documento, studiarlo per metterlo in pratica nel migliore dei modi e vivere la novità dovuta dall’evoluzione della normativa, ovviamente, al termine del periodo di Coesistenza fissato dalla G.U.

Il Decreto è entrato in vigore il 18 Novembre 2015.

L'importanza di realizzare un sistema di evacuazione fumo e calore

Guida introduttiva ai principi dell’incendio, della propagazione del fumo e dei sistemi atti al suo controllo.

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Condotte per il Controllo dei Fumi: quali scegliere?

Lunedì, 15 Giugno 2015
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Le condotte per il controllo dei fumi sono uno dei componenti fondamentali di un Sistema SEFFC.

La prima sostanziale differenza rispetto alle tradizionali condotte per il condizionamento (o HVAC) è che, a differenza delle altre, sono definite prodotti da costruzione ed in quanto tali hanno l'obbligo di essere provviste di Marcatura CE secondo lo standard UNI EN 12101-7:2011 ai sensi del Regolamento Europeo 305/2011.

La loro giusta scelta e dimensionamento è dovuta a numerosi fattori: prescrizioni normative, prestazionali e installative. Capire come è strutturata la classificazione ai fumi secondo UNI EN 13501-4:2016 è di estrema importanza per poter effettuare una progettazione corretta ed accurata.

Condotte o canali di controllo fumo?
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Calcolo per il dimensionamento dello staffaggio sismico di un impianto

Mercoledì, 03 Giugno 2015
scritto da: Francesco Maria Sebastiani

Un impianto tecnologico si definisce antisismico se dotato di un sistema che lo renda resistente all’azione orizzontale del sisma, evitando spostamenti relativi che potrebbero danneggiare le condotte e i suoi sistemi di ancoraggio con l’edificio ospitate.

L’azione sismica non è unidirezionale ma va scomposta nelle due direzioni principali della condotta, nei due versi alternativamente, come mostrato nell’immagine a seguire:

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Progettazione Staffaggio Antisismico: Parametri delle Condotte

Mercoledì, 27 Maggio 2015
scritto da: Francesco Maria Sebastiani

Nel seguente articolo analizzeremo tutti i parametri della condotta di cui è composto l’impianto tecnologico da rendere antisismico; tali parametri riguarderanno il suo peso proprio e quello portato dalla condotta, oltre che il suo comportamento sotto le azioni sismiche.

Ma prima di esaminare uno ad uno tali parametri, va evidenziato che la condotta è considerata, all’interno dell’involucro edilizio che la ospita, come “elemento non strutturale”, intendendo con tale definizione l’elemento senza funzione strutturale, il cui danneggiamento può provocare danni a cose e a persone, e che quindi deve essere verificato insieme alle sue connessioni alla struttura a cui è assicurata, per l’azione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati.

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Progettare un sistema antisismico: Sottosuolo e Topografia del sito

Martedì, 19 Maggio 2015
scritto da: Francesco Maria Sebastiani

Vediamo, nel presente articolo, come il sottosuolo e la topografia del sito influenzino la risposta sismica in maniera non trascurabile e di conseguenza il dimensionamento degli elementi resistenti al sisma per rendere un sistema antisismico.

In generale gli effetti di un terremoto diminuiscono di intensità all’aumentare della distanza dall’epicentro (punto della superficie sulla verticale dell’ipocentro, dove è avvenuto il movimento che ha generato il terremoto), ma possono essere notevolmente diversi a seconda delle caratteristiche dell’area considerata:

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Quello che stiamo vivendo è un periodo delicato per il nostro Paese, dopo giornate di attente riflessioni, ho deciso di fare un ulteriore passo al fine di tutelare il benessere dei nostri dipendenti, delle loro famiglie, di tutti i nostri clienti, fornitori e collaboratori.

A partire dal 19 marzo 2020, l’AerNova aderisce volontariamente ai Decreti emanati e sospenderà sia i montaggi che la produzione, garantiremo alcuni servizi grazie allo Smart Working degli uffici.

Data la continua evoluzione della situazione, sarà nostra premura informare tempestivamente di ogni nuovo aggiornamento. Sono certo che insieme riusciremo a superare questo momento critico e a ripartire tutti insieme. 

Galizio Temperini

Amministratore Unico AerNova srl

Gentile Cliente,

quello che stiamo vivendo è un periodo delicato per il nostro Paese, dopo giornate di attente riflessioni, ho deciso di fare un ulteriore passo al fine di tutelare il benessere dei nostri dipendenti, delle loro famiglie, di tutti i nostri clienti, fornitori e collaboratori.

 

A partire da domani, l’AerNova aderisce volontariamente ai Decreti emanati e sospenderà sia i montaggi che la produzione, garantiremo alcuni servizi grazie allo Smart Working degli uffici.

 

Data la continua evoluzione della situazione, sarà nostra premura informare tempestivamente di ogni nuovo aggiornamento.

 

Sono certo che insieme riusciremo a superare questo momento critico e a ripartire tutti insieme.

 

Galizio Temperini

Amministratore Unico

AerNova srl