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Articoli di approfondimento tecnico su Normative, Smoke Management, Componenti e novità inerenti i Sistemi di controllo del fumo e del calore SEFC.

Sistemi di pressurizzazione: Come proteggere le vie di esodo

Mercoledì, 15 Gennaio 2014
scritto da: Ing. Alessandro Temperini

Come ben sappiamo è il fumo il nostro peggior nemico in caso di incendio, dato che esplica la sua pericolosità secondo due azioni:

  • L'esposizione ai gas tossici prodotti dalla combustione può provocare in breve tempo la parziale o completa inabilitazione fisica con conseguente riduzione e perdita della capacità di fuga.
  • La riduzione della visibilità, impedendo ai presenti l'individuazione e il raggiungimento delle uscite di sicurezza.
  • Un modo per assicurare la salvaguardia degli occupanti durante la fuga dall'incendio è quello di predisporre dei locali filtri-fumo, ovvero spazi interposti a separazione della zona sicura dal comparto con pericolo d’incendio, atti a consentire lo sfollamento degli occupanti attraverso le apposite vie di fuga libere dal fumo.

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    Evoluzione Certificazione Reazione al fuoco condotte aerauliche

    Giovedì, 19 Dicembre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    Una discussione sull'evoluzione della certificazione della reazione al fuoco delle condotte aerauliche per impianti HVAC e del loro relativo isolamento non è propriamente inerente all'argomento principale di questo blog, ma dato che è un tema che ci capita spesso di affrontare e che crea spesso confusione tra i professionisti, abbiamo deciso di inserirlo lo stesso, dato che un po' di chiarezza in più sull'argomento fa sempre piacere.

    Iniziamo col definire bene la differenza tra reazione al fuoco e resistenza al fuoco di un materiale:

    • La reazione al fuoco è definita come il grado di partecipazione alla combustione di un materiale esposto al fuoco. Quindi definisce il modo in cui un materiale brucia, se non brucia affatto o se brucia con quale facilità.
    • La resistenza al fuoco (REI) è la capacità di un elemento da costruzione (struttura o componente) di mantenere per un certo tempo determinate caratteristiche di fronte ad uno scenario di incendio.

    In parole povere un elemento di arredo, come una poltrona o un tendaggio, avrà una reazione al fuoco, cioè brucerà con un certo grado di facilità, mentre una parete REI avrà una resistenza al fuoco perchè dovrà mantenere la sua integrità al fine di contenere l'incendio.

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    Prodotti certificati, omologati ed altro ancora: utilizzo dei termini corretti

    Mercoledì, 04 Dicembre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini
    Prodotti Certificati al fuoco, una grande confusione di documenti

    Molto spesso nella presentazione della documentazione relativa all'installazione di un sistema di protezione incendi si viene a creare una certa confusione.

    Forse perchè nel linguaggio comune del mercato, complici anche le molteplici normative di recente emanazione, per lo stesso documento ci sono molti nomi diversi.

    Per cercare di chiarire questo problema ricorrente è opportuno fare una panoramica generale sulle varie definizioni legislative su cui si basa la prevenzione incendi:

    - Leggi quadro che dal termine stesso da inquadramento della problematica (es. DPR 151, DM 7 Agosto 2012 etc...), cioè contiene i principi fondamentali che regolano una singola materia, ai quali i soggetti cui è conferito il potere di regolamentarla devono attenersi.

    - Regole Tecniche emanate sotto forma di Decreti Ministeriali (DM), riporta i requisiti tecnici, o direttamente o tramite riferimenti a norme tecniche, da mettere in campo per una specifica attivatà posta in oggetto.

    - Norme Tecniche che rappresentano degli Standard di emanazione Europea che riguardano i requisiti dei singoli prodotti (EN, UNI EN etc..), ed essendo armonizzate per l'intera l'unione Europea stabiliscono la libera circolazione dei prodotti e quindi in alcuni casi  la marcatura CE del prodotto stesso.

    In pratica, nel campo della prevenzione incendi, le Norme Tecniche (Standard) determinano come si deve comportare un prodotto certificato al fuoco, mentre le Regolo tecniche (DM) descrivono i livelli di sicurezza che ogni singolo Paese prescrive, recependo ovviamente i comportamenti dei prodotti dettati dai rispettivi Standard.

    Norme Tecniche Armonizzate

    Lasciando la trattazione sulle Regole tecniche e sulle Leggi quadro a successivi articoli, cerchiamo di concentrare l'attenzione sulle Norme Tecniche Armonizzate.

    Nei Sistemi di Evacuazione di Fumo e Calore (SEFC) esse sono dirette quasi esclusivamente ai costruttori di prodotti certificati e stabiliscono i casi in cui sussiste l'obbligatorietà della marcatura CE al fine della commercializzazione del prodotto, sia le procedure di ottenimento della certificazione stessa:

    • L'ottenimento del certificato CE avviene per mezzo di due macro contributi: 1) ITT (Test iniziale effettuati con prove di laboratorio); 2) FPC (controllo di fabbrica continuo).
    • Un prodotto marcato CE, al momento dell'ingresso nel mercato, ha l'obbligo di essere accompagnato dalla Dichiarazione di Prestazione (DoP) e dal Manuale di Uso e Manutenzione. Ovviamente ogni componente deve essere etichettato con le opportune informazioni relative alla marcatura CE e riportante il numero di certificazione.

    Questo porta ad una notevole semplificazione dei documenti necessari che devono essere richiesti al costruttore del prodotto, certificato e provvisto di marcatura CE, immesso sul mercato.

    Per i prodotti non aventi marcatura CE bisogna invece riferirsi ai documenti che vengono rilasciati durante la fase ITT, ossia quella fase in cui i vari laboratori notificati sottopongono i prodotti a test per dichiararne il comportamento al fuoco (per le condotte ad esempio, sono i test di resistenza al fuoco ed ai fumi per determinarne la classificazione E600).

    In seguito al superamento dell'ITT  l'azienda entra in possesso di due "report test" redatti dal laboratorio:

    • RAPPORTO DI PROVA che è il documento che presenta i risultati di prova e tutte le informazioni ad essa relative 
       
    • RAPPORTO DI CLASSIFICAZIONE che classifica i risultati del rapporto di prova in modo standardizzato e dichiara come si comporta el prodotto, (esempio: EI 120 S ....)

    I produttori hanno l'obbligo di consegnare ai richiedenti, progettisti, ecc. solamente il Rapporto di Classificazione, tenendo a disposizione per eventuali controlli da parte delle autorità compententi i rapporti di prova, che rappresentano il Know-how aziendale ed il reale investimento economico.

    Nella mentalità ormai radicata del "chiedere/consegnare" molti tecnici, e soprattutto molte committenze, richiedono le "omologazioni" o i certificati o rapporti di prova, al solo fine di completare la documentazione occorrente a consegnare le pratiche di Prevenzione Incendi, indicando con tutti questi nomi i documenti sopra descritti o, nel peggiore dei casi, senza avere ben chiaro quale sia il documento realmente occorrente, o cosa è previsto debbano richiedere.

    Documenti da richiedere per i componenti dei SEFC

    Volendo limitare il campo di applicazione di quanto detto ai Sistemi di controllo del fumo e del calore, dove ormai quasi ogni componente ha l'obbligatorietà del marchio CE, i documenti da richiedere sono:

    SE I PRODOTTI SONO PROVVISTI DI MARCATURA CE
    • Etichettatura sul prodotto / certificato CE
    • Dichiarazione di Prestazione (DoP)
    • Manuale di Uso e Manutenzione
    SE I PRODOTTI NON SONO PROVVISTI DI MARCATURA CE
    • Rapporto di Classificazione
    • Modalità di posa in opera per attestare la Corretta Posa in Opera
    • Dichiarazione del Costruttore

     

    Per concludere vogliamo precisare che questo articolo non ha lo scopo di rimproverare chi si perde nei meandri burocratici delle pratiche di prevenzione incendi, ma solo quello di condividere con tutti i professionisti, che ogni giorno come noi si imbattono in queste difficolta, un po' della nostra esperienza al fine di creare un più agevole e facile percorso comune.

     

       

    Componenti di un Sistema SEFFC e loro classificazione

    Una sintesi semplice ed esaustiva dei componenti che formano un Sistema di controllo del fumo e del calore di tipo forzato

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    Modulistica VVF da compilare: impianti di evacuazione fumo e calore

    Sabato, 23 Novembre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    Quali solo i documenti da consegnare quando si realizza un impianto di evacuazione forzata del fumo e del calore?

    Come si può esser certi di certificare in modo corretto il Sistema di Evacuazione, assumendosi la giusta responsabilità?

    Cosa è necessario chiedere ai fornitori dei componenti?

    Queste sono le domande più frequenti nell'installazione di impianti di evacuazione SEFFC.

    Facciamo un po' di chiarezza!

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    Modulistica prevenzione incendi: come presentare le istanze secondo DM 7 Agosto 2012

    Mercoledì, 20 Novembre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    E' ormai argomento consolidato che l'entrata in vigore del D.P.R. 151 del 1 agosto 2011 ha cambiato drasticamente i principi base della prevenzione incendi ed ha introdotto nuove disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi.

    I nuovi adempimenti procedurali di prevenzione incendi necessari a far fronte al nuovo quadro normativo sono stabiliti dal DM del 7 Agosto 2012, con questo articolo facciamo un po' di chiarezza su quali sono i modelli da compilare per ogni specifica istanza, come consegnarli e quali sono le procedure di valutazione dei VVF.

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    Tenuta ai fumi freddi: parametro fondamentale nella scelta dei componenti di un SEFFC

    Giovedì, 14 Novembre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    La tenuta dei fumi freddi in un impianto di evacuazione fumo e calore forzato è un aspetto fondamentale a cui spesso non viene data la giusta importanza. Da un punti di vista formale la capacità dei componenti a rispondere a questo requisito viene definita dal parametro "S" nella specifica classificazione, e definita come la capacità di un prodotto di resistere al passaggio del fumo in determinate condizioni di temperatura e pressione.

    L'applicazione di questo criterio è pertinente per "Condotte di controllo fumo" e "Serrande di controllo fumo".

    Per poter definire meglio l'aspetto tecnico risulta utile una premessa sul tempo di intervento degli impianti, contestualizzandoli da un punto di vista temporale durante la fase di un incendio.

    Ma cosa sono i FUMI FREDDI in un incendio? Come sono definiti?

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    Manutenzione impianti SEFFC: come farla e perchè!

    Martedì, 05 Novembre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    I sistemi di evacuazione fumo e calore rientrano nel D.M. 20/12/12, conosciuto come "Decreto Impianti", che disciplina Ia progettazione, la costruzione, l‘esercizio ed anche la manutenzione degli impianti di protezione attiva contro l'incendio. Per ottemperare alla loro funzione è essenziale che i Sistemi di Evacuazione Fumo e Calore siano perfettamente funzionanti e affidabili nei periodo in cui rimangono installati.

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    Asseveratore: le responsabilità durante il rinnovo pratica VVF

    Martedì, 29 Ottobre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    Una piccola premessa di introduzione per ribadire il recepimento della nuova modulistica VVF 2012, per mezzo dell’emanazione deIl DM 07/08/2012.   
    Il decreto stesso prescrive che con Decreto della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica (DCPST n. 200 del 31/10/2012) viene aggiornata la modulistica da utilizzare per le pratiche di prevenzione incendi.

    Tra i nuovi modelli, le asseverazioni ricoprono un ruolo di particolare valore, sia per ciò che concerne la novità introdotta, sia per le importanti responsabilità che vengono assunte dai tecnici abilitati e professionisti antincendio.

    Con questo articolo si tenterà di approfondire l’asseverazione in fase di rinnovo periodico della conformità antincendio.  - ASSEVERAZIONE PER RINNOVO (MOD. PIN 3.1-2012)

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    Estrazione forzata fumo: Portata Massica e Portata Volumetrica

    Martedì, 22 Ottobre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    Ai fini di aumentare l'efficienza dell'estrazione dei fumi scaturiti durante l'incendio, e soprattutto per meglio giustificare le alte portate in progetto, è opportuno spendere due parole in merito alle portate d'aria che entrano in esercizio.

    Richiamando velocemente le definizioni di:

    - Portata di Massa

    o portata massica (M) indica la massa che scorre attraverso una sezione nell'unità di tempo ed è espressa in [kg/s]

    - Portata Volumetrica

    portata d’aria  che transita in una condotta di sezione A è pari a: 
    dove v indica la velocità del fluido, considerata uniforme e con un certo angolo rispetto alla sezione.
    Nel caso particolare di aria in condotta valutata perpendicolare all'area è definita come:
    Nel sistema internazionale è misurata in metri cubi al secondo [m3/s]

    Per passare dalla portata volumetrica alla portata massica, è necessario moltiplicare la portata volumetrica per la densità  del aria (che è espressa in kg/m3).

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    DM 20/12/12: Differenze tra Tecnico abilitato e Professionista antincendio?

    Venerdì, 11 Ottobre 2013
    scritto da: Ing. Alessandro Temperini

    Forse sono le domande più semplici, che spesso diamo per scontate, a crearci maggiori dubbi nel momento in cui andiamo ad affrontarle.

    Leggendo il DM 20/12/12 (leggi anche l'articolo Parliamo del nuovo Decreto Impianti DM 20/12/12), che finalmente ha portato un po' più di chiarezza nel settore, ci si imbatte in due definizioni :"Tecnico abilitato" e "Professionista antincendio", non nuove del settore, ma che molti danno per scontate, e che a nostro avviso necessitano di alcuni chiarimenti.

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